Un mese dopo
Dietro i numeri, le persone
Se guardo i numeri, trascorso esattamente un mese da quando questa newsletter è passata in parte a pagamento, sta andando tutto come da pronostici. In realtà, ed è considerazione che vale dacché a inizio ottobre dello scorso anno sono approdato su Substack, sta andando meglio che nei miei auspici. Nel senso che ogni obiettivo che mi ero fissato è stato raggiunto un po’ – e talvolta parecchio - prima di quanto non pensassi e no, non mi ero tenuto basso come aspettative. Ero stato ragionevole. Mi ero fatto i conti da prima di partire basandomi sull’esperienza maturata dal 2012 su Wordpress, sui social, più avanti con l’autoproduzione di alcuni libri. Oltre naturalmente che sulle ben note statistiche che dal 2017 a oggi raccontano come funziona il modello Substack rispetto ad altre analoghe piattaforme.
Dopodiché, dietro i numeri ci sono le persone. Fra quanti hanno deciso di darmi una mano concretamente c’è naturalmente più di qualcuno che conosco, per dirla con Agatino Catarella, “di pirsona pirsonalmente” (amici e amiche pure nella vita vera, insomma) e qualcuno di più che era un nome diventatomi familiare nel tempo grazie a interlocuzioni sul blog e/o su Facebook. Ma anche, e per fortuna, tanti e tante con cui mai avevo avuto contatti e che oltre a finanziarmi mi hanno magari scritto due righe. Ogni volta è stata una straordinaria iniezione di fiducia, che ora mi ha confermato nella convinzione che sia stata cosa buona, giusta e sensata lanciarmi in questa avventura, ora mi ha confortato nei momenti in cui la stanchezza minacciava di sopraffarmi, lo stress di avere la meglio. Ecco, pure che sarebbe stato faticoso rientrava nelle previsioni, ma da lì a trovarsi (dopo tanti anni che non succedeva più) a far notte scrivendo…
(Ti sembro esoso? Sono solo dieci euro - per un anno di VMO! - più dell’ultimo LP di Morrissey. Che è molto brutto. O se no, spendendo uguale, puoi votare i dischi su “Pitchfork”. Wow!)
Se sei fra coloro che hanno colto la differenza – enorme - fra un like o una condivisione e il finanziare un progetto nel quale, con le conoscenze accumulate in decenni e che non hanno prezzo, riverso una quantità di tempo e lavoro che un prezzo dovrebbero averlo sempre, ti ringrazio.
Ma più di me deve ringraziarti chi può leggere la parte – maggioritaria – della newsletter rimasta gratuita. Perché sei tu a permettere che Venerato Maestro Oppure esista nel suo insieme. Sei tu l’editore. Che è la ragione per la quale cercherò, via via che questa storia diventerà grande, di premiarti maggiormente.
PS - Vi ricordo ancora di NON usare la app dell’iPhone per abbonarvi. Vi caricherà di un esborso aggiuntivo percentualmente rilevante senza che a me arrivi un centesimo in più.




E ci mancherebbe che non dovessi sudare fatica! Sono 33 anni che ti leggo, anche se non sono uno di quelli che ti ha conosciuto personalmente. Almeno un riconoscimento per la costanza...
Bene, sometimes you eat the bear sometimes the bear eats you. Grazie a te del tuo tempo, quello presente e i 40 ( o più?) anni che ti hanno portato qua